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A Monza nasce un villaggio a misura di malati di Alzheimer

Le case hanno le facciate dai colori vivaci: giallo, rosso, verde, anche a righe orizzontali. I percorsi per raggiungere il minimarket, il parrucchiere, il teatro o la sala cinema sono ben segnalati sul selciato con pietre dalle tonalità diverse che individuano il sagrato della piccola chiesa e un gioco degli scacchi nell’area dell’animazione. Nel «paese ritrovato», il primo villaggio italiano pensato per i malati di Alzheimer che si inaugura sabato a Monza, ogni dettaglio è stato studiato per aiutare le persone a ritrovare la strada di casa senza timore e orientarsi all’interno del paese di 14 mila metri quadrati realizzato in poco più di un anno in via Casanova, non lontano dalla Villa Reale voluta da Maria Teresa d’Austria per il figlio Ferdinando. L’anima di questo progetto pionieristico è Roberto Mauri, direttore della cooperativa «La Meridiana» che da 40 anni in città si occupa di garantire servizi per il benessere degli anziani. «Quando ci siamo resi conto che l’Alzheimer e le altre forme di demenza sono la malattia del secolo e i casi raddoppieranno nei prossimi vent’anni – spiega mentre cura gli ultimi dettagli nel cantiere – abbiamo capito che era arrivato il momento di fare qualcosa, pensare ad un progetto che potesse riscrivere il paradigma della cura e dell’assistenza ed essere replicato anche altrove».

Articolo publicato su Corriere della Sera il 22 febbraio 2018

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